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STRESS DA LAVORO E BENEFICI DELLA MINDFULNESS

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del dott. Raffaele BARSANTI, psicologo

    Lo “stress lavoro correlato” può essere definito come malessere psicologico, fisico e sociale circoscritto e generato da un particolare ambiente lavorativo, le cui richieste sono superiori alle capacità del lavoratore. In generale definiamo lo stress come una risposta psico-fisica a stressors, fattori ambientali stressanti in cui il fattore tempo e intensità sono le principali determinanti. Ad esempio se tenessi in una mano una penna e nell’altra una palla da bowling, quest’ultima generebbe più stress. Ma se tenessi la penna un’ora e la palla da bowling un minuto sarebbe più stressante il primo caso. Inoltre esiste un processo di sviluppo dello stress che segue graficamente una curva a campana, perciò se pensiamo a una prestazione lo stress iniziale, definito eustress, genera un arousl ossia un’attivazione psico-fisica funzionale allo scopo, maggiore attenzione, memoria, funzioni esecutive. Ad un certo punto invece, l’aumento dell’arousal peggiorerà la performance, lo stress verrà definito distress e i processi cognitivi avranno un calo, che nell’ambiente di lavoro si traduce in malattie fisiche, assenteismo, richieste di trasferimenti ma anche perdita di lucidità e di interesse verso la propria mansione.

    Il modello dei “Managements Standards” è una tipologia di trattamento per favorire la riduzione dei livelli di stress tra i lavoratori. Questo modello sviluppato dalla Health and Safety Executive permette di semplificare il processo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato, fornisce il supporto ai dirigenti e preposti dell’azienda, valutazione dell’organizzazione e prevenzione delle potenziali fonti di stress (Kerr et al., 2009; Edwards et al., 2008). Un’altra modalità di intervento è il “Focus group” una tecnica che analizza le fonti potenziali di pressioni eccessive nei luoghi di lavoro e di verificarle con i lavoratori, ma rappresenta anche un’opportunità per la discussione di possibili soluzioni. Durante un focus group può essere utile prendere in esame gli “Stati da conseguire” previsti dal modello Management Standards.

La parola Mindfulness può essere tradotta con “consapevolezza”, ma è qualcosa di più di questo, è un modo di essere difficilmente descrivibile, ma comprensibile attraverso l’esperienza. Questa tecnica non tecnica è una pratica di consapevolezza attraverso la quale impariamo a stare in contatto profondo con noi stessi, nel qui e ora prestando attenzione con intenzione al presente in modo non giudicante Ad esempio il protocollo Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) riduce la sofferenza psico-fisica e l o stress, sviluppa l a capacità d i portare attenzione intenzionalmente, gentilmente e senza giudizio all’esperienza presente. Il programma MBSR è il più studiato e validato dalla letteratura scientifica, il cui aspetto centrale è l’apprendimento graduale di un metodo rigoroso, ma nel contempo benevolo e gentile, fatto di pratiche di meditazione guidate, momenti di scambio e confronto in gruppo, esercizi di movimento consapevole, analisi delle proprie modalità abituali di reazione allo stress.

    La pratica di mindfulness aiuta in tutte quelle situazioni di disagio causate dallo stress. Rispetto ai disturbi psicologici è un valido ausilio per il trattamento dell’ansia, per le ricadute della depressione, dolore cronico, disturbi alimentari, disturbo ossessivo compulsivo.

    La tecnica della mindfulness si basa su pratiche di meditazione che diventano un modo di vivere, un coltivare la consapevolezza giorno per giorno. Abituarsi a portare l’attenzione nel corpo come fosse una lente di ingrandimento sviluppa intuizione, creatività e consapevolezza emotva. La pratica mindful yoga rientra in quelle buone prassi di attvità fisica che coltivano la salute psicofisica migliorando la produttività e potenziando i fattori energetici che riequilibrano il rapporto mente corpo. Dedicare del tempo consapevole a sè aiuta ad affrontare gli impegni professionali con incremento di energia, determinazione e maggiore lucidità. Sviluppare maggiore consapevolezza determina maggior sicurezza in sé e fiducia verso le proprie potenzialità. A livello gruppale migliora le dinamiche relazionali all’interno dell’azienda, rinforza la coesione tra le persone alimentando una visione comune della vita e del lavoro: la pratica coltiva anche la dimensione della gentilezza, della compassione e gratitudine aprendo a una visione in cui ogni incontro è visto come un potenziale maestro di vita. Fare la pratica di mindfulness sembra una perdita di tempo ma non lo è se pensiamo alla qualità di ciò che facciamo: a volte fare meno significa farlo meglio. Le decisioni migliori arrivano quando lasciamo andare il bisogno di prendere una decisione.


Raffaele Barsanti è psicoterapeuta ad approccio umanistico e bioenergetico. Iscritto all’Albo degli psicologi della Regione Lazio, esercita principalmente a Roma, dove negli anni ha sviluppato il suo interesse per le tecniche di approccio corporeo, in particolare Training autogeno e Mindfulness.

Per contatti: raffaelebarsanti@libero.it



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CORONAVIRUS: SERVIZI DI SUPPORTO PSICOLOGICO PER OPERATORI SANITARI

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Fornire a tutte le strutture sanitarie nazionali indicazioni procedurali utili e strumenti agevoli, scientificamente fondati, finalizzati a promuovere e supportare l’attivazione, a livello locale, di servizi di supporto e sostegno psicologico e psicosociale per la gestione dello stress e la prevenzione del burnout di tutti gli operatori sanitari coinvolti nell’emergenza. È l’obiettivo che si prefigge l’iniziativa attivata dall’Inail, in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop), su indicazione del Comitato tecnico-scientifico costituito per l’emergenza epidemiologica in corso.
Per consultare il materiale prodotto, clicca qui.

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INVESTIRE NELLA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO: UNA SCELTA SAGGIA

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di Davide Dimartino, Tecnico della prevenzione

Ogni anno in Italia sono molte le domande di riconoscimento di infortunio e di malattia professionale che gli uffici dell’INAIL elaborano per indennizzare i lavoratori infortunati, dopo le dovute verifiche. L’indennizzo viene finanziato da fondi statali accumulati dalle assicurazioni che ogni azienda versa, per cui più sono gli infortuni e le malattie professionali che l’INAIL riconosce e risarcisce, più aumenta il premio che l’azienda deve pagare. Se l’infortunio è grave, o addirittura mortale, quasi sempre scattano sanzioni penali, con le relative gravi conseguenze, oltre che al danno d’immagine per l'impresa.

Quanto appena descritto potrebbe essere evitato con un intelligente investimento da parte dell’azienda nella formazione e nell’adempimento degli altri obblighi sanciti dal decreto legislativo n. 81/2008. Ovviamente non bastando un mero adempimento documentale per essere in regola, converrebbe affidarsi a professionisti del settore. Un corso di formazione DEVE fornire informazioni tecniche sulla sicurezza sui luoghi di lavoro coinvolgendo il discente, in modo tale da fargli acquisire delle conoscenze concretamente utilizzabili sul posto di lavoro, e non solo delle mere nozioni teoriche. Inoltre una buona formazione è in grado di trasmettere ad ogni figura lavorativa l’importanza di lavorare in sicurezza, evitando all’azienda di spendere ingenti somme di denaro nelle cause di infortunio o malattia professionale.


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PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA

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In relazione al punto n. 4 (Pulizia e Sanificazione in azienda) del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per contrasto e il contenimento della diffusione del COVID19 negli ambienti di lavoro”, si ritiene utile riportare una definizione di alcuni interventi previsti:

  • PULIZIA: insieme di operazioni che occorre praticare per rimuovere lo "sporco visibile" di qualsiasi natura (polvere, grasso, liquidi, materiale organico…) da qualsiasi tipo di ambiente, superficie, macchinario ecc. La pulizia si ottiene con la rimozione manuale o meccanica dello sporco anche – eventualmente – con acqua e/o sostanze detergenti (detersione). La pulizia è un'operazione preliminare e si perfeziona ed è indispensabile ai fini delle successive fasi di sanificazione e disinfezione.

  • SANIFICAZIONE: è un intervento mirato ad eliminare alla base qualsiasi batterio ed agente contaminante che con le comuni pulizie non si riescono a rimuovere. La sanificazione si attua - avvalendosi di prodotti chimici detergenti (detersione) - per riportare il carico microbico entro standard di igiene accettabili ed ottimali che dipendono dalla destinazione d'uso degli ambienti interessati. La sanificazione deve comunque essere preceduta dalla pulizia.

  • DISINFEZIONE: consiste nell’applicazione di agenti disinfettanti, quasi sempre di natura chimica o fisica (calore), che sono in grado di ridurre, tramite la distruzione o l'inattivazione, il carico microbiologico presente su oggetti e superfici da trattare. La disinfezione deve essere preceduta dalla pulizia per evitare che residui di sporco possano comprometterne l'efficacia. La disinfezione consente di distruggere i microrganismi patogeni.

  • BONIFICA:  una procedura di pulizia e disinfezione mirata a privare un ambiente, un’apparecchiatura, un impianto, di qualsiasi traccia di materiale contenuto o trattato precedentemente all’interno dello stesso. L’operazione garantisce l’abbattimento della cross-contamination (contaminazione incrociata).
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RISCHI E NORMATIVA SUI CARRELLI ELEVATORI

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Per guidare un carrello elevatore in sicurezza è fondamentale conoscere i rischi connessi alla specifica situazione lavorativa; gli incidenti più frequenti riguardano:

1. Ribaltamento. La stabilità del mezzo può essere compromessa non solo sulla base del carico trasportato, ma anche in seguito a manovre errate, alla velocità o alle condizioni del terreno, che possono essere più o meno critiche.

2. Investimento. Calcolare con cura gli spostamenti è un aspetto cruciale: manovre in retromarcia, scarsa visibilità dovuta al carico, velocità sostenuta o mancanza di un’adeguata attenzione sono tutti elementi che possono fare la differenza.

L'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, prescrive un'abilitazione specifica per chiunque (datore di lavoro compreso) conduca un carrello elevatore.

Il corso tratta sia nozioni teoriche (responsabilità dell’operatore, tipologie di carrelli, funzionamento, controlli, manutenzioni e dispositivi di comando dei muletti) sia pratiche (illustrazione dei controlli pre e post utilizzo e guide su percorsi di prova per comprendere le corrette manovre a vuoto e a carico).

Oltre ad essere pericoloso, la conduzione del “muletto” da parte di personale privo della formazione necessaria comporta come minimo la sanzione amministrativa € 3.071,27 (D.Lgs 81/2008, art. 87, co. 2, lett. c) a carico dell’impresa utilizzatrice.

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REGOLE LAVORI IN QUOTA, SE NON TI CHIAMI PHILIPPE PETIT

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Le cadute dall’alto sono la causa degli infortuni più gravi in edilizia. Il Testo unico n. 81/2008, all’articolo 107, lo definisce come “un’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile”.

Oltre che valutare attentamente i rischi della specifica fase lavorativa e darne puntuale evidenza nel D.V.R., nel P.O.S. oppure nel D.U.V.R.I., è necessario formare e addestrare adeguatamente, ai sensi dell’art. 77, gli utilizzatori dei D.P.I. di III categoria necessari al lavoro (imbracature, cordini di vincolo, punti di ancoraggio).

Post Scriptum

Philippe Petit è un acrobata francese. Il 7 agosto 1974 camminò per circa 45 minuti, 8 volte avanti e indietro, su un cavo d’acciaio lungo 42 metri (installato la notte precedente eludendo la sorveglianza) fra le Torri gemelle di New York, all’epoca in fase di completamento. L’impresa avvenne a 417 metri dal suolo e senza nessun ancoraggio di sicurezza.

Fonti:

Philippe Petit, Toccare le nuvole fra le Twin Towers. I miei ricordi di funambolo, Ponte alle Grazie, Firenze, 2003 (libro).

James Marsh, Man on Wire - Un uomo tra le Torri, Discovery Films,  Stati Uniti, 2008 (documentario).

Robert Zemeckis, The Walk,  Sony Pictures Entertainment, Stati Uniti, 2015 (film).


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LAVORO AGILE: INFORMATIVA AI LAVORATORI

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Ai datori di lavoro è riconosciuta la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile, per tutta la durata dello stato di emergenza, a ogni rapporto di lavoro subordinato,  anche in assenza di accordi individuali.

Scarica qui il modello fornito dall'INAIL per assolvere agli obblighi  di informazione sulla salute e sicurezza nei confronti dei lavoratori e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) . Trattasi di un'informativa in cui sono elencate anche le regole generali a cui attenersi per lavorare in sicurezza da casa.

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COVID-19 E PROTEZIONE DEGLI OPERATORI SANITARI

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Ecco una utilissima e sintetica scheda INAIL per la protezione degli operatori sanitari, a cui va tutta la nostra riconoscenza.

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