Annunci del sito

Incentivi per nuove attività a S. Severo (FG)

by Amministratore Sistema -

Scarica l'Avviso Pubblico.

Fino a 30mila euro per chi decide di avviare (e mantenere per almeno 5 anni) una attività commerciale nel centro di San Severo. E’ l’opportunità fornita dal Fondo Comuni Marginali. Per partecipare è possibile presentare l’apposita istanza, da mercoledì 10 agosto e fino al 30 settembre.

Nel dettaglio, il Comune di San Severo, infatti, è assegnatario per il triennio 2021-2022-2023 di un contributo finanziario di € 890.226,97 e si è stabilito di destinare il contributo messo a disposizione nell’Annualità 2021, pari a € 296.742,323, nella misura del 100% alla categoria d’intervento di cui all’art. 2, comma 2, lettera b) “concessione di contributi per l'avvio delle attività commerciali, artigianali e agricole attraverso un’unità operativa ubicata nei territori dei comuni, ovvero intraprendano nuove attività economiche nei suddetti territori comunali e sono regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese” del Dpcm del 30/09/2021.

Con successiva determinazione dirigenziale è stato approvato lo schema di Avviso Pubblico contenente i requisiti dei soggetti ammessi a partecipare, le modalità di assegnazione del contributo ai soggetti beneficiari e di formazione della relativa graduatoria, nonché le altre condizioni relative agli obblighi a carico del beneficiario, revoche del contributo e azioni monitoraggio e di controllo. L’avviso è rivolto a tutti i soggetti interessati ad avviare delle attività commerciali, artigianali e agricole attraverso un’unità operativa da insediarsi all’interno del centro storico identificato con la zona A2 “Nucleo Antico” del vigente Piano urbanistico generale (Pug).

Le proposte saranno ammesse a contributo in ordine di graduatoria e fino alla concorrenza delle risorse disponibili. In caso di proposte ammesse in numero insufficiente, le risorse residue saranno attribuite alle proposte ammissibili a contributo fino ad esaurimento delle risorse disponibili. I punteggi saranno assegnati con riferimento alla qualità del progetto di investimento, al settore e all’ubicazione dell’attività, alle attività imprenditoriali avviate da giovani imprenditori e da donne. Si ricorda che l’importo massimo del contributo per beneficiario è di € 30.000,00 e che l’attività dovrà essere mantenuta in esercizio per un periodo di almeno cinque anni dalla data di dichiarazione di inizio attività.

Attachment Incentivi.jpg

PROTEGGERE L’ABITAZIONE DAGLI INCENDI DI VEGETAZIONE

by Amministratore Sistema -

Dal DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, una guida sintetica per i non addetti ai lavori su come valutare la sicurezza della propria abitazione rispetto agli incendi di vegetazione nelle aree di interfaccia urbano-rurale.
https://lnkd.in/d6NTGKbJ

Attachment Incendi vegetazione.jpg

Lavoro ed emergenza caldo, le imprese possono chiedere la cassa integrazione se si superano i 35 gradi.

by Amministratore Sistema -

Le ondate di caldo sono un problema anche per il lavoro, dove lo "stress termico" si traduce in un aumento dei rischi ai quali sono sottoposti gli addetti. Un fenomeno particolarmente rilevante perché la perdita di attenzione e la minore prontezza a reagire agli eventi imprevisti fanno crescere le possibilità di incorrere in un infortunio: settori come l'edilizia e l'agricoltura sono particolarmente esposti, per ovvie ragioni legate alla modalità di lavoro.

Alla luce di queste considerazioni, che purtroppo sono testimoniate da qualche caso di cronaca di questi giorni, Inps e Inail hanno diffuso le istruzioni per la gestione del rischio caldo e per l'accesso alle prestazioni cassa integrazione ordinaria per sospensioni o riduzioni dell'attività lavorativa dovuta a temperature elevate. In sostanza, spiega una nota congiunta dei due istituti, "le imprese potranno chiedere all'Inps il riconoscimento della Cigo (cassa integrazione ordinaria) quando il termometro supera i 35 gradi centigradi. Ai fini dell'integrazione salariale, però, possono essere considerate idonee anche le temperature "percepite".

Si tratta di ricorrere alla causale "eventi meteo" che è invocabile dall'azienda anche in caso di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa a causa delle temperature elevate, ovvero sopra i 35 gradi. "Tuttavia, anche temperature inferiori al predetto valore possono essere considerate idonee ai fini del riconoscimento dell'integrazione salariale, atteso che la valutazione sull'integrabilità della causale in questione deve essere fatta con riferimento non solo alle temperature registrate dai bollettini meteo ma anche a quelle "percepite", che notoriamente sono più elevate rispetto a quelle reali, tenuto conto della particolare tipologia di lavorazione in atto".

La comunicazione dà anche alcune casistiche: "I lavori di stesura del manto stradale, i lavori di rifacimento di facciate e tetti di costruzioni, le lavorazioni all'aperto che richiedono indumenti di protezione, ma anche tutte le fasi lavorative che, in generale, avvengono in luoghi non proteggibili dal sole o che comportino l'utilizzo di materiali o lo svolgimento di lavorazioni che non sopportano il forte calore".

Le aziende, inviando la domanda per la cassa e la relazine tecnica allegata, devono solo "indicare le giornate di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa e specificare il tipo di lavorazione in atto nelle giornate medesime, mentre non è tenuta a produrre dichiarazioni - di Arpal o di qualsiasi altro organismo certificato - che attestino l'entità della temperatura, né a produrre i bollettini meteo". Sarà infatti l'Inps stessa ad "acquisire d'ufficio i bollettini meteo e a valutarne le risultanze anche in relazione alla tipologia di attività lavorativa in atto". In ogni caso, indipendentemente dalle temperature rilevate nei bollettini, "l'Inps riconosce la cassa integrazione ordinaria in tutti i casi in cui il responsabile della sicurezza dell'azienda dispone la sospensione delle lavorazioni in quanto ritiene sussistano rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i casi in cui le sospensioni siano dovute a temperature eccessive".

"Ogni anno l'Inail stima oltre 4mila infortuni direttamente collegati al caldo, soprattutto tra i giovani (perché meno esperti), impiegati nel settore delle costruzioni e nelle aziende di piccole dimensioni", spiegava pochi giorni a Repubblica fa Marco Morabito, ricercatore del Cnr che conduce il progetto Worklimate, proprio insieme all'Inail ed altre istituzioni: una iniziativa per comprendere i nessi tra caldo e lavoro e prevenire i rischi di infortunio o sulla salute in genere, che aumentano con il salire della colonnina di mercurio.

Attachment misure-contro-caldo-estivo.jpg

Guida informativa per la gestione del rischio caldo

by Amministratore Sistema -

  L’Inail ha curata una pubblicazione dal titolo “Guida informativa per la gestione del rischio caldo – progetto Worklimate (2022) che rientra tra gli strumenti informativi del progetto di ricerca Worklimate,  frutto della collaborazione tra Inail e Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe) e che comprende un ampio programma di attività per l’analisi dell’impatto del cambiamento climatico sulla salute e la sicurezza dei lavoratori.
     Il cambiamento climatico e in particolare l’aumento delle temperature è un tema essenziale per la ricerca in ambito occupazionale in relazione a una serie di connessioni che riguardano il rischio di infortunio sul lavoro associato all’esposizione a temperature estreme (e in particolare alle ondate di calore), l’aumento del livello di inquinamento atmosferico, l’esposizione alle radiazioni solari, l’interazione fra inquinamento ed esposizione a cancerogeni occupazionali e ad allergeni biologici.
     Il progetto Worklimate ha prodotto numerosi risultati di ricerca e strumenti operativi per incrementare la consapevolezza dei rischi da microclima in ambito occupazionale e per fornire elementi utili per il contrasto e la mitigazione dell’effetto del caldo sui lavoratori. A partire dalla considerazione di come su questo tema sia necessario in primo luogo diffondere conoscenza fra i lavoratori, i datori di lavoro e fra tutte le figure della prevenzione, sono stati redatti una serie di materiali informativi relativi alle patologie da calore, alle raccomandazioni per una corretta gestione del rischio, alle condizioni patologiche che aumentano la suscettibilità al caldo, al tema della disidratazione e della organizzazione delle pause.
     La pubblicazione consente in pratica di disporre di una guida utile e di facile consultazione per la gestione del rischio di esposizione al caldo nei luoghi di lavoro allo scopo di mitigare gli effetti sulla salute e di svolgere un’attività di prevenzione dei rischi.

Attachment rischio_caldo.jpg

Aggiornamento protocollo contrasto Covid-19

by Amministratore Sistema -

  E’ stato siglato e condiviso il 30 giugno 2022 dal Ministero del Lavoro, Ministero della Salute, MISE, INAIL e parti sociali un Protocollo di aggiornamento delle misure da adottare per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro. Il Protocollo tiene conto delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione del SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro, già contenute nei Protocolli condivisi sottoscritti successivamente alla dichiarazione dello stato di emergenza, in particolare il 14 marzo, il 24 aprile 2020 e il 6 aprile 2021, e tiene conto dei vari provvedimenti adottati dal Governo, dal Ministero della Salute nonché della legislazione vigente. Il documento contiene, altresì, delle linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio in considerazione dell’attuale situazione epidemiologica e della necessità di conservare misure efficaci per prevenire il rischio di contagio.
     L’attuale Protocollo è più snello e contiene una serie di misure di prevenzione che tengono conto dell’evoluzione della situazione pandemica: è una semplificazione importante del quadro di regole ma non è un liberi tutti, considerata l’impennata dei contagi di questi giorni. Grande senso di responsabilità è stato dimostrato da tutte le parti sociali che, in un momento di ripresa dei contagi hanno saputo fissare alcune regole-chiave che avranno un ruolo importante nel contribuire al contenimento del virus. L’impegno è stato unanime per adottare misure adeguate ad affrontare l’attuale fase pandemica.
     Le misure prevenzionali riguardano le informazioni, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, a tutti i lavoratori e a chiunque entri nel luogo di lavoro del rischio di contagio da Covid-19, le modalità di ingresso nei luoghi di lavoro, la gestione degli appalti, la pulizia e la sanificazione dei locali e il ricambio dell’aria, le precauzioni igieniche personali, i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, la gestione degli spazi comuni, la gestione dell’entrata e uscita dei dipendenti, la gestione di una persona sintomatica in azienda, la sorveglianza sanitaria, il lavoro agile, la protezione rafforzata dei lavoratori fragili.
     Le Parti si sono impegnate a incontrarsi ove si registrino mutamenti dell’attuale quadro epidemiologico che richiedano una ridefinizione delle misure di prevenzione ora condivise e comunque entro il 31 ottobre 2022 per verificare l‘aggiornamento delle medesime misure.
     Il Protocollo prevede che l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo facciali filtranti FFP2 è un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio nei contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative. A tal fine, il datore di lavoro assicura la disponibilità di FFP2 al fine di consentirne a tutti i lavoratori l’utilizzo. Inoltre, il datore di lavoro, su specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi sopra richiamati individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (FFP2), che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili.

Attachment Protocollo-di-sicurezza-ANTI-COVID.jpg

Campagna sicurezza sul lavoro: “Sicuri, insieme, si deve”

by Amministratore Sistema -

Guarda qui la campagna, promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che  intende sensibilizzare sul tema della sicurezza sul lavoro ed è parte integrante della strategia di contrasto agli incidenti sul lavoro, rispetto ai quali il Ministero ritiene essenziale lanciare un appello collettivo al fine di accrescere e incoraggiare un senso diffuso di responsabilità.

La campagna ribadisce che solo l’impegno e la partecipazione di tutti possono aiutare a contrastare il fenomeno.

Obiettivi

Gli obiettivi della campagna sono:

  • evidenziare il rinnovato impegno delle istituzioni per fronteggiare l’emergenza, anche ricordando le nuove regole introdotte per arginarla;
  • segnalare che il governo ha varato nuove misure in materia di formazione, controlli e sanzioni;
  • evidenziare che per superare la drammatica situazione attuale è necessario l’impegno congiunto di tutti;
  • evidenziare l’importanza della prevenzione e accrescere il senso di responsabilità di ciascuno.

Target

Il messaggio si rivolge principalmente a lavoratori e datori di lavoro ma coinvolge anche opinione pubblica, parti sociali, stakeholders.

Contenuto del messaggio

Lo spot si apre con una carrellata di titoli di giornale dedicati a tragici incidenti sul lavoro. Seguono una serie di immagini di persone impegnate in diverse attività, all’interno di luoghi di lavoro ben caratterizzati dal rispetto delle regole di sicurezza.

La proposta creativa intende evidenziare la necessità di dire basta al fenomeno degli incidenti sul lavoro e sottolinea come la sicurezza sul lavoro sia un obiettivo comune, da raggiungere attraverso la partecipazione di tutti, come sottolinea il claim: “Sicuri, insieme, si deve”.

Strumenti e mezzi

La campagna è diffusa sulle reti Rai (spot tv e radio).

Attachment sicuri_insieme.png

Protocollo anti Covid in vigore fino al 30 giugno

by Amministratore Sistema -

L’utilizzo del protocollo anti Covid sui luoghi di lavoro nel settore privato è stato prorogato fino al 30 giugno 2022. Così è stato deciso nella riunione del 4 maggio u.s. a cui hanno partecipato parti sociali (tra cui CONFIMI INDUSTRIA), rappresentanti dei Ministeri del Lavoro, della Salute, dello Sviluppo economico e dell’INAIL.
I partecipanti all’incontro hanno ritenuto che il protocollo del 6 aprile 2021 costituisca un valido strumento di prevenzione anche dopo la cessazione dello stato di emergenza, per contrastare la diffusione del Covid-19.
Ne consegue, tra le altre cose, che l’utilizzo della mascherina chirurgica continuerà a essere obbligatorio sia al chiuso che all’aperto, eccetto per le attività svolte in condizioni di isolamento. Il protocollo qualifica come Dpi le mascherine, imponendone come conseguenza l’uso in caso di condivisione degli ambienti di lavoro e di riunioni in presenza.
Il protocollo detta inoltre disposizioni per quanto riguarda la compresenza dei lavoratori e la gestione degli spazi comuni, la sanificazione e la pulizia, il ricorso allo smart working e la gestione delle persone positive in azienda o il rientro dopo la malattia.
Entro il 30 giugno ci sarà un nuovo incontro per verificare l’opportunità di apportare aggiornamenti al protocollo in relazione all’evoluzione dell’epidemia.

Attachment protocollo-anticovid.jpg

Nuove Iniziative D'Impresa - Regione Puglia

by Amministratore Sistema -

NIDI è il fondo attraverso cui la Regione Puglia sostiene, con contributi a fondo perduto e prestiti rimborsabili, persone che hanno perso il lavoro, giovani e donne che vogliono avviare studi professionali associati o microimprese, costituite da meno di 6 mesi o non ancora costituite, micro e piccole imprese esistenti che vogliono realizzare un subentro generazionale nella propria gestione, dipendenti che intendono salvaguardare la propria occupazione rilevando le imprese in crisi o le imprese confiscate per cui lavorano.

Beneficiari

Compagini Giovanili da costituirsi in forma di società, partecipate interamente da giovani con età compresa tra i 18 e i 35 anni alla data della domanda preliminare;

Imprese Femminili, sia in forma di impresa individuale che di società, costituite da meno di 6 mesi o non ancora costituite e partecipate interamente da donne di età superiore a 18 anni;

Nuove Imprese, partecipate per almeno il 50%, sia del capitale sia del numero di soci, da

  1. > giovani con età tra 18 anni e 35 anni
  2. > donne di età superiore a 18 anni
  3. > soggetti che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato nell’ultimo mese
  4. > persone in procinto di perdere un posto di lavoro,
  5. > titolari di partita IVA non iscritti al registro delle imprese che, nei 12 mesi antecedenti la domanda abbiano emesso fatture per un imponibile inferiore a 15.000 Euro,
  6. >soci lavoratori e amministratori di cooperative sociali assegnatarie di beni immobili confiscati,
  7. >soci e amministratori delle imprese beneficiarie dell’Avviso “PIN – Pugliesi Innovativi”

Nuove Imprese Turistiche in possesso degli stessi requisiti previsti per le Nuove Imprese, che vogliono avviare un'attività di B&B imprenditoriale o affittacamere.


Attachment Nidi - Diomede.jpg
Older topics...

Course categories